Come annunciato, sabato 26 febbraio, abbiamo avviato a Taranto, nella centralissima via D’Aquino, un sondaggio, non telefonico ma interpersonale, ponendo ai cittadini alcune domande relative alla discussa acciaieria Ancelor Mittal o ex ILVA.                                                                                                                                                    La nostra squadra composta in questa giornata da Michele Ladisa, Gabriella Sabato, Antonella Cirese , Michele Filipponio e da Roberto Golisciano

A centinaia le persone contattate per le interviste.  Abbiamo subito registrato  primi dati fortemente allibenti, dal gravissimo scetticismo, all’ignavia, allo sconforto, alla sfiducia, al pregiudizio.  Possiamo senza ombra di dubbio asserire che meno di  un terzo delle persone contattate si sono rese disponibili a rispondere e, in questo caso con risvolti positivi: la grande voglia di parlare, di confrontarsi e soprattutto di sfogarsi. Altro dato positivo è la disponibilità dei giovani, interessati all’argomento e desiderosi di dire la loro. Per usare una frase ricorrente: “è di loro il futuro”. 

Ma veniamo ai quesiti dei quali riportiamo l’esito di tre con una sub domanda.  Il campione di riferimento (al momento minimo) è di 100 cittadini, di ogni età e ceto.

Il primo quesito ha riguardato la notorietà della recente relazione all’ONU di  David R. Boyd che ha collocato l’acciaieria tarantina fra i siti più inquinanti al mondo, sottolineandone la nocività nei confronti delle persone e dei decessi.  Hanno dichiarato di esserne a conoscenza ben il 80%  e di non saperne il restante 20%.

Al secondo quesito,  è stato richiesto di esprimersi sulla chiusura dell’impianto senza condizioni. Il 42%  ha dichiarato di essere d’accordo.  A questa percentuale può sommarsi  un ulteriore 33% se fosse garantita l’occupazione esistente e la bonifica dei luoghi

I NO in senso assoluto verso la chiusura dell’inquinante e inquietante azienda sono stati  il 25%.  Quest’ultimo dato, benché  in schiacciante minoranza, è comunque alto e va interpretato sotto molto aspetti che volentieri lasciamo ai lettori la personale  valutazione. Uno di questo aspetti è, a nostro parere, l’egoismo.

Ci siamo dunque avventurati, col terzo quesito, a cercare di conoscere la volontà di partecipazione alle prossime elezioni amministrative.  Contrariamente alle nostre aspettative di un ulteriore abbassamento dell’affluenza alle ultime comunali che fu del 58,50% al primo turno, hanno confermato di voler esprimere il voto l’80%, il non voto è del 12%,  mentre gli indecisi, col classico “non so” , sono stati del 8%.  

Ovviamente un campione così esiguo di intervistati non può considerarsi attendibile ma tutt’altro.  Una seria riflessione va fatta sulle centinaia di cittadini che sottraendosi al sondaggio, potrebbero schivare, se non proprio schifare, anche il voto. Quindi quell’80% da noi registrato di disponibilità a recarsi alle urne potrebbe rivelarsi addirittura ridicolo rispetto alla realtà. 

Il nostro sondaggio comunque continuerà su altre strade e rioni della città. Siamo convintissimi che le sorprese non mancheranno.

La redazione

l’ESITO DEL PRIMO SONDAGGIO
L’INTERESSE DEI GIOVANI
LA SIGNORA CHE HA PERSO IL MARITO PER TUMORE E LEI STESSA SOPRAVVISSUTA DUE VOLTE AL GRAVE MALE.
LA SQUADRA COMINCIA IL LAVORO

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