Cosa vedete quando osservate un bosco?
Gli studiosi fanno risalire la comparsa delle piante terrestri ad un periodo compreso tra i 480 ed i 360 milioni di anni fa, circa a metà dell’era Paleozoica.
Nell’estate 2017 ero di vedetta in uno sperduto angolo murgiano con turni di 12 ore di giorno o di notte, Monte Chiancaro si chiamava, a 15 metri di altezza su una torretta di avvistamento antincendio senza raffrescamento diurno e senza luce di notte. La temperatura di giorno, in quella torretta, poteva arrivare anche oltre i 50 gradi e di notte scendeva a 7/8 gradi con una umidità alta.
Senza essere visto dagli abitanti del bosco ho potuto constatare che sotto quei “quattro insignificanti alberi” c’era un brulichio di vita incredibile, giorno e notte, una miriade di animali lupi, cinghiali, volpi, testuggini e rettili vari da rendere il bosco VIVO!
Era uno spettacolo incredibile, le poiane che catturavano i serpenti e passando all’altezza della torretta con la loro preda, guardavano dentro quasi a sfidarti, potevi vedere nei loro sguardi la fierezza del loro essere e la fierezza di essere a casa loro. Lo spettacolo della vita senza l’uomo! Mi sono quasi vergognato di essere un uomo in mezzo a quel paradiso, per il male che sa fare l’uomo… Pensate che durante un turno di notte un uccello notturno venne a sbattere contro i vetri della torretta e cadde giù da un’altezza di 15 metri, essendo noi al buio per vedere meglio i bagliori di un eventuale incendio. Mi affaccio dalla finestra e lo vedo giù immobile era circa l’01:00 di notte, scendo…lo prendo e mi accorgo che respirava, era solo. Si trattava di una piccola civetta, la metto con il suo dorso nel mio palmo della mano e me la porto su (la civetta se appoggiata sul dorso non si muove.) Si risveglia e si lascia accarezzare e grattare sul petto, dopo un po’ la metto sul davanzale e vola via, beh ci credete che da quella sera puntualmente una piccola civetta mi veniva a trovare? si posava pure sul davanzale e mi osservava, stavamo a pochi centimetri, a volte gli davo un po’ del mio pranzo e poi volava via. Al cambio di turno avviso il mio collega che verso mezzanotte avrà la visita di una civetta, il giorno dopo il mio collega, staccando dal turno di notte e passandomi le consegne per il turno di giorno, mi conferma che è venuta, ha sbirciato dentro ed è volata sopra la cabina perché non ero io ma il mio collega… Ma la mano sacrilega dell’uomo era in agguato ed ecco che in lontananza, tutto ad un tratto, uno squilibrato decide di dar fuoco a quei quattro alberi… Diamo l’allarme ma l’incendio divampa. Respiriamo morte tra le urla strazianti di animali che non sono riusciti a scappare via, una fine orrenda per il desiderio di stoltezza umana. La fine di quei 4 alberi e di tutta la vita intorno a loro, quei 4 alberi che ci fanno vivere e grazie ai loro antenati noi esistiamo, perché lo fai? Perché bruci la tua vita? Quella vita che fa sorridere soprattutto il nostro Sud ancora non completamente contaminato dalle industrie del nord, quei pochi spazi di paradiso che ancora rimangono e danno ossigeno a noi tutti ed al futuro dei nostri figli… e poi scopri che le aziende antincendio aereo, i canadair e simili, sono di proprietà di personaggi nordici, insomma il sud brucia e il nord ci guadagna !
Rocco Michele Renna.



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