
Da Capurso (BA) “Civitas Mariae” pillole di storia.
Il 25 maggio 1847 visitava il Santuario di Capurso tutta la famiglia reale.Re Ferdinando II, la Regina Maria Teresa e il principe Francesco di Paola.
Accolti festanti dal popolo venuto anche dai paesi limitrofi, pregavano dinnanzi all’ immagine della Vergine del Pozzo.
Già l 8 maggio 1831,il Re Ferdinando con tutto il suo seguito, facendo eccezione all’itinerario pubblico, volle fermarsi a visitare e venerare la Sacra immagine.
La terza visita, programmata per la solenne incoronazione del 1852,non ebbe luogo per l arrivo a Napoli degli Imperiali Principi di Russia.
Questa è storia storia scritta non per legge ma per oggettiva realtà.
Senza conoscere le proprie origini l uomo non ha radici.
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Sarebbe ora a questo punto anche di riformulare i libri di storia che ci raccontino non più di un Sud violento e sottosviluppato ma di un Sud antecedente al 1860 che dagli Abruzzi alla Sicilia era uno Stato pre unitario, con i suoi pregi e lacune, ma con una serie di primati mondiali nel settore accademico, medico, scientifico, teatrale, culturale, ferroviario, marittimo, militare, botanico, amministrativo e sociale.
Uno Stato che batteva moneta in grande quantità e con un valore superiore alla moneta piemontese.
I torti che il Mezzogiorno ha subito vanno risarciti non solo dando al Sud la centralità che merita per essere volano di sviluppo per l’intero paese ima anche rimettendo in ordine i tasselli della storia.



La ripartenza del sud, base di lancio per una nuova economia, sarà completa se le Istituzioni e il mondo accademico con coscienza civile gli restituiranno la propria identità storica.
Antonella Cirese

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