La fondazione Francesco II Delle Due Sicilie nella persona del Presidente Don Luciano Rotolo in collaborazione con l ‘Associazione culturale ed ambientale Stella del Monte e la testata giornalistica Onda del Sud e con il patrocinio del Servizio delle cause dei Santi dell’arcidiocesi di Napoli, ha organizzato presso la Chiesa parrocchiale del Carmine Conversano ( BA)l’incontro con lo storico prof Massimo Viglione su” Francesco II un Re cattolico oscurato.”

Una serata dedicata alla conoscenza della storia delle nostre radici di popolo meridionale ossia del Regno delle Due Sicilie che un elite risorgimentale ci ha sempre dipinto come un regime oppressivo ed incivile.

Il professore magistralmente ci ha accompagnato in un excursus storico sulla dinastia dei Borbone che ha governato il Sud dagli Abruzzi alle Sicilie imprimendo progresso e civiltà sociale altro che “barbarie” borboniche.

Il professore per cogliere l ‘essenza intima di Francesco II di Borbone (ultimo re delle due Sicilie) ha evidenziato come il Regno delle Due Sicilie aveva, fin dalle sue origini normanne, che Francesco II ed i suoi predecessori richiamavano con orgoglio (“l’antica monarchia di re Ruggiero”), un rapporto profondo con la chiesa e accompagnandoci con mano per le vie della storia ci ha illustrato brevemente alcune eccellenze del regno borbonico ricordando che durante il regno di Carlo e Ferdinando di Borbone furono creati un esercito nazionale, una flotta — la più importante nel Mediterraneo dopo quella inglese — e numerose attività industriali. Molte anche le iniziative culturali: per ogni comune in tutto il Regno si fondarono scuole gratuite per ambo i sessi. Solo in Sicilia il Regno fondò quattro licei, diciotto collegi e diverse scuole normali. Nel 1818 da Napoli salpò la prima nave a vapore italiana. A Napoli fu inaugurata la prima ferrovia italiana, la Napoli-Portici, nacque il primo telegrafo elettrico in Italia, come pure il primo ponte sospeso.

In questo quadro storico si inserisce la figura di Francesco II.

Francesco II nacque a Napoli il 16 gennaio 1836 era figlio di Maria Cristina di Savoia ” la reginella santa” (beatificata nel 2014) e di Ferdinando II di Borbone. Ebbe un’educazione non improntata allo stile militare, ma fortemente religiosa.

Francesco II sali al trono a soli 23 anni (dopo la morte del padre Ferdinando) ll 22 maggio 1859 e deposto il 13 febbraio 1861 ,durante i suoi due anni di regno avviene l’invasione delle Due Sicilie da parte prima dei garibaldini e poi dell’esercito sabaudo, e quindi l’annessione al neonato Regno d’Italia. Il tutto solo un anno dopo la morte di Ferdinando II.

Riportando le parole di Don Luciano Rotolo “Il 22 Giugno 1860 il Governo di Francesco II di Borbone – rileva l’autore – chiudeva il bilancio, registrando un attivo di 31 milioni di ducati. Ad aprile, il Re aveva disposto l’installazione di mulini a vapore in tutto il Regno per la macinazione gratuita del grano per favorire i ceti meno abbienti liberandoli dalla spesa per il macinato. Francesco II aveva convocato le società appaltatrici dei lavori per le nuove linee ferroviarie ed aveva deciso il 28 Aprile, con un Real decreto, la realizzazione della linea ferroviaria adriatica, della linea calabrese, di quella degli Abruzzi (mai più realizzate dallo Stato italiano) e di linee ferroviarie per la Sicilie. Qui la Commissione incaricata, aveva già messo a punto i progetti, ma tutto si fermò per l’invasione garibaldina».

Francesco II è un re cattolico oscurato ma da riscoprire, per la giovane età non aveva l’esperienza politica del padre scomparso prematuramente a soli 48 anni, ma emerge dai dati storici come avesse al pari dei suoi illustri antenati Carlo e Ferdinando, una moderna capacità riformativa a cui univa un senso della religione non bigotta ma illuminante nel rispettare e sostenere il popolo dal punto di vista sociale e militare.

Infatti Francesco II oltre all’eroismo mostrato nella difesa di Gaeta ,nella battaglia del Volturno(1-2 ottobre 1860) combatte in prima persona e spinge sui generali, in particolare sull’esitante Giosuè Ritucciministro della Guerra, per riprendere l’iniziativa e marciare su Napoli, approfittando dello sbandamento tra le truppe garibaldine, messe a dura prova da una battaglia che, come riconosce Jaeger, studioso non di parte borbonica, si tiolse in parità tra difensori ed invasori perché ciascuno rimase nelle proprie posizioni.

La pietas di Francesco è testimoniata, come evidenzia don Luciano ,dal fatto che durante la battaglia del Volturno, ma anche durante l’assedio di Gaeta, il giovane sovrano napoletano ordinò ai suoi soldati di rimandare indietro i prigionieri piemontesi e garibaldini, strappandoli ad una prevedibile “vendetta” (la convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra non esisteva ancora) dei suoi soldati napoletani esasperati dal continuo tradimento di ministri e generali che defezionavano in massa precipitandosi nel campo nemico e vendendosi a questi.

Il Pontefice Pio IX dopo la caduta del regno ospito’ il sovrano , ricambiando in tal maniera l’ospitalità ricevuta da Ferdinando II nel 1848-1850 , al Quirinale poi Francesco si trasferi’ a palazzo Farnese, di proprietà dei Borbone perchè ereditato dalla sua ava Elisabetta. Rimase a Roma fino al 1870.

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Possiamo affermare che Francesco II fu un uomo di azione non per offesa ma per difesa. Francesco è stato un re cattolico non nell’accezione negativa di bigottismo ma nel senso dell’onore cattolico. Un re , un uomo che ha inteso la corona come servizio a favore del popolo infatti nella reggia di Caserta i ritratti dei sovrani non hanno la Corona in testa ma sempre posata accanto perchè la corona apparteneva a Dio e a Maria di cui i Re erano umili servitori.

Ripercorrendo la vita di Francesco si evidenzia come egli abbia sempre sopportato la sua croce infatti egli perde appena nato la madre, perde il padre, perde il regno, viene tradito dai suoi stessi familiari, due fratelli si suicidano dopo la caduta del regno, perde l’unica figlia ma accetta tutto con spirito di fede e non si ribella a Dio. Per la pazienza e l’abnegazione con la quale aveva sopportato la sconfitta militare, la perdita del Trono e le tragedie familiari, come la morte dell’unica figlia Maria Cristina Pia, il Papa IX lo ribattezzò “il Piccolo Giobbe”

Francesco é santo nel senso che ha vissuto in modo eroico il suo essere cristiano secondo fede ,speranza e carità.

La Fondazione Francesco II delle Due Sicilie ha avviato l’iter canonico per l’apertura della causa di beatificazione e di canonizzazione di Francesco II di Borbone e l’augurio è che in tempo di “rigenerazione “il cammino verso il riconoscimento della beatificazione ridia luce ad un sovrano ingiustamente oscurato.

 

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