Autore: Michele Ladisa.


Una città come Bari che si fregia del riconoscimento di “città metropolitana” non può e non deve riporre tutte le attenzioni solo al proprio centro storico e a quello cittadino. Si dimentica e si ignora quanto le periferie possono offrire storicamente e culturalmente, ulteriori grandi opportunità turistiche in aggiunta a quelle esistenti e note al mondo.
Tra l’altro non è ammissibile seppellire nobili tracce di storia tra l’immondizia e il degrado , una vera mortificazione
anche per i residenti di quei luoghi.
Loseto, un quartierino di Bari, un tempo comune a sé stante e poi frazione, è l’emblema dell’incuria, della
trascuratezza politica e sociale. Le pagine di storia raccontano di Ottone II Germania, Melo da Bari, Roberto il Guiscardo, Guglielmo il Malo e il Buono, sino ai tempi più o meno recenti e attuali dei Sagarriga Visconti.

L’ abitato di Loseto, composto da centinaia di famiglie, sarebbe una vera preziosità per tutta la comunità barese: il grandioso castello del ‘400 di origine normanno sveva ancor oggi di proprietà privata dei Sagarriga Visconti, la chiesa di San Giorgio Martire risalente al XII-XIII secolo, le piazze, le viuzze, i palazzi storici medievali, la monumentale porta d’accesso. Attualmente tutto questo non è solo caduto nell’oblio storico ma è sommerso dai rifiuti e dalla sporcizia che rendono addirittura invivibile il borgo.
Invece che di storia, di cultura di opportunità turistiche e quindi di lavoro, si è costretti a parlare di rifiuti in ogni dove, di
tappeti di deiezioni animali, di erbacce, di resine su impraticabili panchine .
La speranza dei cittadini di vedere tornare Loseto all’antico splendore si è persa nel vuoto della politica locale fatta di ultradecennali promesse, allorchè Loseto diventa passerella del malcostume elettorale e soprattutto preda di qualche signorotto di zona che da decenni si fa inusitatamente garante di illusorie svolte epocali badando esclusivamente al
proprio tornaconto in chiave di proprietario terriero.
Prima o poi suoneranno festosamente i “campanelli” del risveglio dei cittadini e delle istituzioni che sino ad oggi hanno rintoccato a morte per Loseto ?
Noi ci crediamo e cominciamo con il denunciare pubblicamente l’assenza pressochè totale del servizio di igiene urbana: strade e piazze sporchissime coi lastricati di pietra bianca divenuti neri dal luridume e di tappeti di sterco dei piccioni, di cassonetti per la raccolta rifiuti disastrati, ricolmi, maleodoranti; dei desaparecidos agenti di polizia municipale che non controllano il territorio pur essendoci un apposito gabbiotto; di mancanza di manutenzione del verde con erbaccia sparsa
in ogni dove, di piante che nascono spontanee sulle pareti storiche del castello, della chiesa, dei palazzi storici, di inesistente potatura degli alberi.

Il Sindaco e l’amministrazione comunale tutta sono certamente i primi responsabili del gravissimo degrado di Loseto.

Michele Ladisa.

Lascia un commento