La baresitudine è stata ospite nel salone delle muse del Circolo Unione-Teatro Petruzzelli Bari -dove è stata onorata da valenti protagonisti della vita culturale, artistica musicale del nostro territorio.
La serata presentata da Chiara Longo alla presenza di un pubblico attento e vivace e dell’editore dott Di Marsico,si è aperta con i saluti del Presidente del Circolo dott Tomasicchio -che ha ricordato la gioia spontanea di essere bambini in una Bari del dopoguerra dove si era liberi di vivere senza pericolo la “strada ” vera maestra di vita – a cui è seguita la prefazione del prof. Nicola Cutino ,Presidente Associazione “Mondo Antico e Tempi moderni”, che ha sottolineato come il dialetto non sia una lingua di serie B ma un vero patrimonio storico.culturale del nostro essere baresi e quindi vero filo conduttore dell’appartenenza di un individuo alla sue origini e tradizioni.
Il dialetto va studiato e pronunciato bene perchè in esprime modo pregnante ed incisivo un sentimento meglio della lingua italiana.
Una prefazione che ha ben inquadrato il poeta -imprenditore barese Paolo De Santis che ha declamato in italiano le poesie tratte dal suo ultimo lavoro “Io sono pietra grezza e quelle in dialetto tratte dal suo libro”U barese ié u dialètte mi”.
Serata allietata non solo dall’ascolto di liriche dense del vissuto dell’autore che con “sana leggerezza” affronta tematiche profonde e dolorose della vita di ognuno di noi ma anche dall’ascolto di brani musicali della nostra musica popolare eseguiti dal ricercatore, cantante folk e chitarrista Cosimo Ventrella accompagnato dalla fisarmonica del giovane Marco Cannarella.
Una serata cha ha unito passato e presente sotto il segno della baresitudine.

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