Rubrica cinematografica a cura di Ettore Canniello
Monsieur Lazhar
titolo originale Bachir Lazhar. è un film franco–canadese del 2011 diretto e sceneggiato da Philippe Falardeau, tratto dal libro del 2004 “Au bout du fil. Bashir Lazhar” (Sullam linea. Bashir Lazhar!) di Evelyne De La Chenelière. Genere: drammatico. Durata 94 min.
Con: Mohamed Fellag, Sophie Nélisse, Danielle Proulx, Jules Philip, Émilien Néron.
Questo secondo appuntamento con PASSIONE CINEMA presenta un film che non parla di scuola; almeno non direttamente, il titolo è inequivocabile. Però è un film ambientato in una scuola. Ma procediamo con ordine.
Bachir (pron. Bashir = “portatore di buone notizie” ) Lazhar (= “speranza”), un uomo di mezza età in fuga da un passato tragico si rifugia in una scuola di Montreal, capitale del Quebec canadese, regione francofona che giustifica il titolo italiano, dove è appena avvenuto un episodio che ha scosso profondamente gli alunni di una quinta classe elementare: la giovane insegnante di lettere suicida in aula e scoperta da due di loro, Simon e Alice.
Monsieur Lazhar si presenta alla Preside dell’istituto offrendosi di sostituire la maestra scomparsa e, viene subito accolto, anche perché vana era stata la ricerca di un nuovo insegnante.
Per Bachir che vanta 19 anni di insegnamento nella Bianca Algeri non è facile entrare in sintonia con i suoi alunni e con alcuni genitori preoccupati solo del rispetto delle regole e del buon insegnamento impartito a scuola; i suoi metodi sembrano antiquati, il suo atteggiamento propenso a comprendere cosa provano i bambini a causa del tragico evento ed ad aiutarli a superare il trauma attraverso l’elaborazione comune del dolore e della perdita e la riscoperta del valore dei legami e dell’incontro, non viene compreso e rischia di essere frainteso.
La Preside è preoccupata del buon andamento dell’anno scolastico e del rendimento che diventa persino “… miracoloso per quello che chiede alla classe…”
Solo una insegnante sembra essere attenta al nuovo collega. Ma perché quest’uomo colto, che legge in classe “La pelle di zigrino” Honorè De Balzàc e che vorrebbe portare gli alunni a teatro per vedere “Il malato immaginario” di Mòliére ha scelto quella scuola, cosa nasconde il suo passato ed il suo presente?
Questo film parla della morte e della vita, del passaggio tra l’età infantile e quella adulta, dell’integrazione razziale e di una società giovane e multietnica; parla della famiglia, forse … e della scuola se si presta attenzione ad un momento topico…
Perché vederlo?
Tantissimi temi e spunti di discussione in questo bellissimo film, tratto da un fatto vero, candidato all’Oscar per il 2012 e pluripremiato in numerosi festival cinematografici internazionali.
Pone particolare attenzione al rapporto di empatia che si deve instaurare tra un educatore e i giovani o giovanissimi che gli vengono affidati.
L’azione si svolge in un contesto educativo, quello canadese ai vertici mondiali come qualità per la fascia di età che corrisponde alle nostre scuole primaria e secondaria inferiore.
E’ un film riconosciuto internazionalmente come di elevato interesse educativo e culturale.
Il soggetto è liberamente tratto dall’opera teatrale della drammaturga e scrittrice canadese Évelyne de la Chenelière.
Perché rivederlo?
Il film ebbe un notevole riscontro di pubblico a livello internazionale, sottolineato dal successo e dalle numerose distribuzioni, nonché da premi in molti paesi anche oltreoceano. E’ stato riproposto in TV (TV 2000 lo ha programmato e lo ripropone anche in orari diversi). Sul web sono disponibili vari frammenti, i trailer e integralmente, on demand. In DVD è facilmente reperibile o noleggiabile. Per tutta la famiglia ma anche assolutamente proponibile a scuola a partire dalle classi 4/5 elementare in su.
In questi mesi il film tedesco “La sala professori” propone alcuni dei temi trattati nel film che abbiamo presentato: per chi ha già visto il film attuale può essere interessante confrontarlo con “Monsieur Lazhar”, scoprendo come i temi trattati non siano solo di quei paesi e di quegli ordinamenti scolastici ma comuni in tutto il mondo.
Alcune piccole curiosità: l’autrice del romanzo su cui è basato il lungometraggio si è ritagliata una piccola parte interpretando il personaggio della madre di Alice (l’alunna principale protagonista).
L’attore, principale protagonista è un notissimo attore, umorista, commediografo, regista teatrale e scrittore algerino il cui nome per esteso è Mohamed Saïd Fellag, in arte semplicemente noto come Fellag.
(Ettore Canniello 11/03/2024)
tui


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