C’era una volta una gatta nera, inseparabile dal suo padrone. I due erano compagni di vita: passeggiavano insieme, condividevano il cibo, dormivano uno accanto all’altra e la gatta lo adorava senza riserve. Era un amore puro e sincero, un legame che sembrava indissolubile.
La loro felicità, però, fu interrotta quando un giorno il padrone decise di partire per il mare. Prima di partire, affidò la sua amata gatta alle cure della madre, che per paura di perderla, la rinchiuse nel fienile. La gatta, disperata, miagolò incessantemente, attendendo il ritorno del suo padrone.
Passarono le settimane, e la tristezza della gatta aumentava, finché un vicino non portò la notizia più tragica: una tempesta aveva portato via il suo padrone. La madre pianse, e la gatta, col cuore spezzato, fuggì verso il mare in cerca di colui che amava.
Per giorni vagò lungo la costa, cercando invano. Debole e stremata, giunse su una scogliera. Rivolta all’oceano, implorò:
“Portami da lui negli abissi, ti offro la mia anima, perché senza di lui non posso più vivere.“
L’oceano, mosso da una compassione inaspettata, sollevò una grande onda che la accolse. La gatta chiuse gli occhi, pronta a seguire il suo padrone oltre il mare.
Quando li riaprì, si trovò tra le braccia di un uomo che dolcemente la asciugava. Lo guardò, e nei suoi occhi gialli, l’uomo ritrovò il ricordo di un tempo passato.
“Mia cara amica, sei tornata da me. I tuoi occhi mi hanno riportato alla memoria i momenti dimenticati. Ma cos’è successo al tuo mantello? Eri nera come la notte.”
Una voce profonda si alzò dal mare:
“Mi ha offerto la sua anima per ritrovarti, ma non posso privare il mondo di un’anima così nobile. In cambio, porterà il ricordo dell’oceano nel suo mantello. Da ora in poi, lei e i suoi discendenti diffonderanno armonia e gioia in ogni casa in cui vivranno.“
Da quel giorno, i gatti bianchi e neri sono diventati simbolo di amore e dedizione. Portano con sé la promessa di armonia e felicità a chi li accoglie nella propria vita e li ama incondizionatamente.



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