Qualche giono fa,all’interno della rassegna”Dialoghi di carta.Incontriamoci in Archivio”,presso l’archivio di Stato Napoli -Piazzetta del Grande Archivio,5 Napoli-si è  svolta la presentazione dell’opuscolo su Francesco II delle Due Sicilie “Francesco II,l’uomo della carità, il re dell’attenzione agli ultimi” a cura della Fondazione Francesco II delle Due Sicilie”,promotrice del processo di canonizzazione e beatificazione dell’ultimo Re delle Due Sicilie.

L’opuscolo comprende i lavori dei componenti il Comitato storico scientifico della Fondazione che hanno delineato ,con attenta analisi storica , un ritratto del Re abbracciandone tutti gli aspetti dalla vita pubblica a quella privata cogliendone l ‘intima personalità intrisa di spiritualità ed eroismo cristiano.

Un opuscolo che evidenzia come Francesco II sia un un re cattolico nel senso dell’onore cattolico in quanto ha inteso la corona come servizio a favore del popolo infatti,come scrive don Luciano Rotolo, nella reggia di Caserta i ritratti dei sovrani non hanno la Corona in testa ma sempre posata accanto perchè la corona apparteneva a Dio e a Maria di cui i Re erano umili servitori.

Un re che con pazienza e abnegazione cristiana senza mai ribellarsi a Dio ha sopportato la sconfitta militare, la perdita del trono e le tante tragedie familiari che lo hanno colpito e che durante gli anni dell’esilio, nonostante le ristrettezze economiche, ha sempre in silenzio e con riservatezza aiutato i poveri.

Un re che ha vissuto con eroismo la sua cristianità secondo fede,speranza e carità.

La presentazione ,che è stata l’opportunità per far conoscere sotto una “nuova luce ” un Re ingiustamente oscurato dalla storia, ha visto gli interventi di Giovanni Grimaldi -Coautore e Vicepresidente Fondazione Francesco Il delle Due Sicilie-,Rev.Don Luciano Rotolo-Presidente Francesco II delle Due Sicilie- e del moderatore Umberto Crescenzi-Segretario Generale e Presidente Associazione Il Conte -.

Il pubblico è stato allietato dall ‘intervento musicale del soprano Giulia Lepore e del pianista Giancarlo del Vecchio che hanno esguito l’Inno ritrovato”canto dei popoli del Regno delle Due Sicilie”nel 1861.

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