Una amara sorpresa ieri sera per il Sig. Vincenzo Di Padova e la sua famiglia, come si evince dal post sul gruppo “Sei Gravinese Se”. Un preservativo, forse usato e chissà in quali condizioni igieniche e infettive, è stato trovato nel parco infilato al manico di una giostrina per bambini. Ricordiamo che ci sono tante infezioni a trasmissione sessuale, persino l’AIDS non è stato ancora sconfitto. Pertanto, il Sig. Di Padova ha dovuto sanificare le mani della sua piccola figlioletta di appena 3 anni con tutto quello che aveva a portata di mano (alcol, amuchina, ecc.) per proteggere la bambina da un gravissimo gesto di vandalismo, al limite di una contaminazione biologica.
Leggi il post: una brutta storia

Un gesto simbolo di un livello di idiozia che rasenta il patologico. I bambini sono in pericolo in quel parco? Ci auguriamo veramente di no, sperando possa essere solo un gesto isolato di una mente psicopatica che non ha ricevuto la giusta educazione familiare per il rispetto dell’ambiente e del prossimo. Grande indignazione da parte dei cittadini, leggendo ciò che il Sig. Di Padova aveva scritto e postato. Unica cosa che al momento mi chiedo: nessun altro ha scorto la gravissima situazione? Anche fra i cittadini gravinesi aleggia la “sindrome di Ponzio Pilato”? E se ci fosse stato un bambino senza il controllo dei genitori ad essersi sporcato con quel preservativo?
Leggi qui: come doveva essere gestito il parco
Inutile dire che l’associazione alla quale è stata affidata la vigilanza e la sicurezza del posto, arrampicandosi sugli specchi, anche per le forze limitate, ha tentato di giustificarsi nel miglior modo possibile. Sapendo che il segretario della lista civica “Una Bella Storia”, l’avvocato Saverio Verna, aveva già in passato sollevato perplessità sulla gestione cittadina e sugli affidamenti ad associazioni per la gestione della città, abbiamo voluto fargli qualche domanda.

Buongiorno Dottor Verna,
Ricordo che qualche tempo fa ha sollevato la questione del volontariato durante la festa del santo patrono a Gravina. Oggi, in qualità di redattore dei quotidiani online “Onda del Sud”, vorrei chiedere il suo parere riguardo agli eventi di ieri sera al Parco Robinson, come riportato nel gruppo “Sei Gravinese se”. In particolare, si fa riferimento all’intervento del Sig. Vincenzo Di Padova e alla risposta del Sig. Domenico Angrisani sulla gestione del parco da parte dell’associazione che, se non erro, lui rappresenta.
Considerando l’importanza di affidare tali gestioni a personale esperto e qualificato, vorrei sapere se ritiene che le associazioni coinvolte abbiano i requisiti legali necessari per operare come enti del terzo settore. Qual è la sua opinione in merito?
Grazie per la disponibilità.
Ci risponde il SIg. Verna: “ Buongiorno, innanzitutto mi scuso per questo messaggio vocale, ma penso sia l’unico modo più veloce per comunicare e per farle conoscere il mio pensiero, che è, tra l’altro, più che altro politico e critico rispetto all’operato di questa amministrazione allora, sull’affidamento dei servizi di vigilanza del Parco Robinson… A tutti è nota la mia vicinanza alle esigenze e alle necessità della pineta, perché in pineta sono cresciuto, ho abitato lì vicino e, quindi, anche a livello affettivo, sono molto legato.
Io ritengo che la soluzione individuata da questa amministrazione, di affidare la vigilanza della pineta a un’associazione, seppur sotto forma di volontariato, non sia una soluzione accettabile. Potrebbe essere una soluzione a brevissimo termine, ma non può certo rappresentare quella definitiva che risolve il problema. La pineta ha bisogno di un progetto complesso e strutturato, che contempli la sua manutenzione, custodia e salvaguardia.
Ecco perché mi auguro che l’amministrazione e gli uffici comunali individuino la strada giusta per approntare, eventualmente, un bando per l’affidamento in gestione della vigilanza e della custodia del Parco Robinson e della pineta. Entrambe le aree mostrano, in maniera evidente, la necessità di un intervento, soprattutto nella parte inferiore, quella dopo il parco giochi, che risulta abbandonata a se stessa e più pericolosa anche per chi attraversa quei luoghi
In sostanza, la mia opinione è assolutamente critica verso questa soluzione: non si possono risolvere i problemi della pineta affidandone la vigilanza a un’associazione, che ha i suoi limiti, in quanto non gli è permesso salvaguardare a 360 ° 24 ore al giorno.
Penso che questa sia un’opinione condivisa: la tutela deve passare anche attraverso un sistema di videosorveglianza, da installare sia agli ingressi che all’interno della struttura, per evitare episodi di sciacallaggio, delinquenza o aggressioni a un patrimonio naturale che molti ci invidiano, ma che noi purtroppo non apprezziamo”.
Mi scuso se l’ho disturbata mentre era alla guida, spero mi possa rispondere non appena ne avrà la possibilità. Vorrei ora sapere cosa ne pensa del sistema di affidamento alle associazioni a Gravina e, in generale, del panorama associativo locale. Mi chiedo, vista la sua risposta: è prassi concedere eventuali compensi senza verificare il possesso dei requisiti?
Lo stesso vale per gli affidamenti relativi alla gestione della cosa pubblica. Per accedere a fondi o ottenere assegnazioni, sappiamo che ogni associazione dovrebbe aver convocato una regolare assemblea con verbalizzazione scritta, specificando i compiti dell’associazione e includendo la stesura dello statuto. Questo documento deve contenere in modo chiaro tutte le attività previste e deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate per ottenere il riconoscimento formale, il codice fiscale associativo e, con il codice fiscale, l’IBAN per la gestione delle quote e dei rimborsi, sia verso privati che verso la pubblica amministrazione.
Inoltre, è necessario il riconoscimento da parte della Prefettura e della Questura per l’identificazione dei soci attraverso strumenti validi (pettorine, divise, badge, ecc.) a livello comunale e nazionale. Deve essere garantita anche la disponibilità dei DPI per la corretta esecuzione dei servizi, insieme all’obbligo di stipulare un’assicurazione per tutti i soci.
Temiamo che, tra uffici comunali e politica, si possa manifestare una sorta di “sindrome di Ponzio Pilato”, evitando di assumersi le responsabilità necessarie. Tuttavia, la legge italiana impone la responsabilità solidale, e l’ignoranza delle norme non è ammessa. Qual è la sua opinione in merito?
Il Sig. Verna afferma che: “Allora, il problema è stato da me sollevato più volte, perché spesso ci troviamo di fronte ad associazioni che non hanno i requisiti. Per esempio, la questione che ho sollevato quest’estate riguardo alle cosiddette ronde nel centro storico: il servizio è stato affidato ad una associazione nei fine settimana, fino al 15 settembre, salvo poi scoprire – facendo un accesso agli atti e, soprattutto, con un’interrogatorio formale alla Prefettura – che quella società era priva dei requisiti necessari, cioè non era iscritta nell’elenco tenuto dalla Prefettura.
Ho chiesto la revoca di quel provvedimento e vigilerò nei prossimi giorni per verificare questa circostanza. Tuttavia, il problema di fondo è che non c’è un’idea globale su come affrontare situazioni di questo tipo: si procede con affidamenti diretti, senza istituire bandi e senza consentire alle associazioni che hanno i requisiti di partecipare
Si dà l’incarico a questo o quel conoscente per, diciamo così, coprire un determinato spazio temporale, ma il risultato è che chi ne paga le conseguenze è il cittadino, perché il servizio viene svolto in maniera inadeguata.”
Oggi la giostrina risulta ripulita. Naturalmente restiamo in attesa di ascoltare, se lo vorranno, l’assessore Antonella Lorusso, il comandante della polizia locale e il sindaco Fedele Lagreca. Augurandoci che non ci siano conseguenze per la bimba, i genitori si riservano eventuali azioni legali se ci saranno conseguenze sulla salute della bimba.
Speriamo che le istituzioni locali possano finalmente prendere atto della gravità della situazione e agire di conseguenza, invece di arrampicarsi sugli specchi con giustificazioni poco convincenti. La sicurezza e il benessere dei cittadini, soprattutto dei più piccoli, dovrebbero essere una priorità assoluta.


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