Domenica 24 novembre si è svolta l’assemblea regionale in Puglia ,presso il salone del castello di Sannicandro di Bari, del movimento Sud chiama Nord di Cateno De Luca.
Una mattinata intensa dove, dopo i saluti del coordinatore regionale di Sud chiama Nord Donato Amoruso che ha rimarcato la delusione per i risultati delle precedenti elezioni europee che si aspettava migliori ma che invece sono la base per un rilancio del movimento e di conseguenza dalla giornata di oggi Sud chiama Nord riparte con piu’ sicurezza e una rinnovata motivazione, si sono succeduti gli interventi di vari protagonisti dell’attivismo politico e civico pugliese tra cui quello del consigliere regionale Saverio Tammaco che ha espresso apprezzamento per l’operato di Sud chiama Nord -un movimento che parte dal basso-ed infine in conclusione la sintesi di Laura Castelli Presidente di Sud chiama Nord
Una mattinata dedicata a riconfermare la validità del progetto di Cateno De Luca intriso di civismo che mette al centro il territorio, i cittadini ed i loro bisogni e che si pone l’obiettivo di affrontare le due sfide imminenti quella del 2025 delle regionali in Puglia ed in altre regioni e quella delle nazionali nel 2027.
Tra i vari interventi ,tutti mirati a consolidare la fiducia nei confronti di Sud chiama Nord , va sottolineato quello di Michele Ladisa -Segretario generale del Partito Meridionalista confederato con Sud chiama Nord-che ha invitato ad affrontare le varie tematiche quali i cambiamenti climatici , i rischi alluvionali di cui la Puglia ha tristi ricordi,il problema della carenza di abitazioni che affligge la nostra regione, la questione dell’acqua legata al progetto dell ‘ AQP relativo al dissalatore l’autonomia differenziata ed ha concluso proponendo di formulare una proposta meridionale e meridionalista che venga dal mezzogiorno e che consenta a tutti da Sud a Nord di vivere meglio.
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L’assemblea è stata chiusa con l’intervento di Laura Castelli che ha sottolineato come il Sud stia vivendo un momento di rigenerazione e di come il vento stia cambiando con l’affermarsi della “tornanza” infatti dopo aver studiato o lavorato a nord i nostri giovani con un bagaglio di competenze ed esperienze tornano nel loro territorio per arricchirlo e valorizzarlo con le capacità acquisite.
La sfida quindi per il sud non sono soltanto le infrastrutture, i cambiamenti climatici , l ‘autonoma differnziata ma anche il diritto alla ritornanza che buoni ammistratori potranno garantire con politiche idonee che vanno dal posto di lavoro al welfare con l’obiettivo di rendere accogliente la propria terra ai giovani del sud.
La sfida della buon fare è stata lanciata!








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