Michele Ladisa, Segretario Generale del Patito Meridionalista di Bari

«Nel silenzio e in perfetto clima natalizio, il babbo natale di Poste Italiane recapita due bei pacchi -regalo ai baresi del quartiere Libertà. Chiudono infatti due frequentatissimi uffici postali, in via Pizzoli nei pressi di piazza Garibaldi e via Ettore Fieramosca presso il Tribunale.

Quello che accadrà con il nuovo anno negli altri già intasati uffici di zona, è qualcosa di molto preoccupante e pericoloso. L’Ufficio postale di via Ravanas, il più prossimo ai due uffici ormai chiusi. è quello a più alto rischio di fortissime contestazioni ma non c’è da aspettarsi di meglio da quello di via Principe Amedeo quasi ad angolo di via Brigata Bari. Lo vedremo già con i primi del mese di gennaio ove normalmente il pagamento delle pensioni crea disagi e contestazioni, figurarsi cosa accadrà ora con ben due uffici postali chiusi.

Farebbero bene i tutori dell’ordine ad assicurare preventivamente una adeguata sorveglianza.

Ricordiamo che con la chiusura di due uffici vengono meno anche due casse ATM (bancomat) molto, molto utilizzate nella consuetudine.

Fa specie assistere inermi alla politica aziendale di Poste Italiane spa, che infischiandosene delle esigenze della sempre più bistrattata utenza, è tutta protesa ad esaltare i propri positivi risultati economici finanziari, ottenuti in larga parte penalizzando i cittadini con un numero di sportelli occupati dal personale al 50% così obbligando gli anziani a lunghissime attese e le aziende e gli autonomi a code interminabili anche per ottenere una semplice informazione.

Scelte strategiche di Poste Italiane ? Probabile. Ma se la scelta è paragonabile a quella di aver installato e allestito presso le sedi postali un inutile e mai avviato sportello “50” , spendendo e sperperando una marea di soldi pubblici, stiamo veramente freschi.

Sarebbe appena il caso che il Sindaco di Bari e il Presidente della Municipalità 1 -Libertà, avanzassero formale contestazione nei confronti di Poste Italiane pretendendo il potenziamento del personale negli uffici rionali del quartiere o meglio l’urgentissima riapertura di almeno un altro ufficio».

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