redazione
Il 19 gennaio 1925 a Monaco di Baviera moriva Maria Amalia von Wittelsbach, sorella dell’imperatrice Sissi e figlia del duca Massimiliano Giuseppe e della principessa Ludovica di Baden, che sposò Francesco II di Borbone e fu ultima regina delle Due Sicilie.
In occasione del centenario della morte é stata celebrata, a cura della Fondazione Francesco II Delle Due Sicilie,l’ Associazione culturale -ambientale” Stella del Monte” e la testata Giornalistica Onda del Sud,una messa in suffragio di Maria Sofia -officiata da Don Luciano Rotolo presidente della Fondazione Francesco II delle Due Sicilie-presso la Chiesa Madre di Turi(Ba)a cui è seguita ,a cura di Don luciano Rotolo, un momento di commemorazione e conversazione sulla figura di Maria Sofia.
Maria Sofia ,sorella della piu’ nota Sissi, in realtà -come dice Don Luciano- è stata una donna di grande passionalità,impegno e coraggio dimostrato in varie occasioni ma sopratutto durante il lungo assedio piemontese della Piazzaforte di Gaeta dove si trasformò nella “regina soldato” esponendosi al fuoco nemico , curando e confortando i feriti e divenendo cosi il simbolo della difesa del regno delle Due Sicilie.
Maria Sofia ha vissuto un amore a prima vista con il sud Italia ed in particolare con la Puglia infatti a 18 anni ,il 3 febbraio 1859, sbarcò a Bari dove incontrò per la prima volta il principe Francesco di Borbone (divenuto poi ultimo re delle Due Sicilie con il nome di Francesco II) sposato per procura a Monaco, e dalla nostra gente fu accolta con entusiasmo e con favolosi festeggiamenti tanto che si innamorò per tutta la vita della nostra terra conservando questo legame anche durante l’esilio e quando a natale riceveva come doni pasta,arance,conserve di pomodori ed altri prodotti tipici della nostra terra ne rimaneva profondamente commossa.
Durante la prima guerra mondiale, in Germania, Maria Sofia si recava nei campi di prigionia e chiedeva se ci fossero soldati italiani -in particolare meridionali- e andava loro incontro donando pacchi ed ai soldati che meravigliati del suo interesse e sostegno le chiedevano chi fosse lei non palesava la sua identità ma rispondeva semplicemente di essere un’anziana signora che tanto tempo fa aveva vissuto a Napoli.









Commemorare Maria Sofia è anche un impegno per tutti noi ad amare la nostra terra e le nostre radici.

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