Rocco Michele Renna
Genzano di Lucania – C’è una ferita che ha segnato profondamente l’anima di questo piccolo ma bellissimo paese che sorge su un promontorio collinare, circondato da tre valloni di origine fluviale: Vallone dei Greci, Vallone di Ripa Alta, Vallone di Sant’Antonio o Vallone Michele. Cullato tra le pietre del tempo. Un luogo speciale, dove il cuore si stringe non solo per la sua bellezza, ma per il legame intimo e personale che molti, come chi vi scrive, conservano: è infatti il paese natio di mia madre, una radice affettiva che rende il ricordo ancora più vivido.
Il 3 gennaio 1906, in un inverno implacabile di pioggia e neve, il Vallone dei Greci cedette, trascinando con sé case, sogni, e soprattutto vite. La terra, già fragile, esplose in un boato che sconvolse il borgo, inghiottendo intere famiglie in pochi secondi.
Tre abitazioni di Vico Metastasio vennero inghiottite dalla frana. Il terreno instabile, reso più vulnerabile dalle precipitazioni incessanti, non lasciò scampo a chi vi abitava. Il paese intero si riversò sul luogo del disastro, tra fango e dolore, alla ricerca disperata di superstiti.
15 furono le vite spezzate in quella notte oscura. Ecco i loro nomi, finalmente restituiti alla storia e alla dignità della memoria:
- Carmela Nardulli, 32 anni
- Erminia Nardulli, 11 mesi
- Teresa Nardulli, 3 anni
- Vittoria Pepe, 60 anni
- Maria Michela Lepore, 30 anni
- Grazia Monteleone, 45 anni
- Domenico Di Bono, 55 anni
- Giovanni Di Bono, 12 anni
- Rosa Di Bono, 7 anni
- Carmela Di Bono, 5 anni
- Maria Teodosia De Bonis, 70 anni
- Rosa Di Bono, 10 anni
- Pasqua Angioletti, 4 anni
- Maria Carmela Angioletti, 14 anni
- Giulia Bovio, 30 anni
Un fratello e una sorella furono ritrovati ancora abbracciati, sotto le macerie. Un’immagine straziante, che ha commosso anche chi, nel tempo, aveva dimenticato.

I soccorsi durarono giorni: volontari, vicini, persino dai comuni limitrofi e l’esercito si unirono in una gara di solidarietà che superò confini e divisioni. Fu edificato un muraglione per contenere il vallone e consolidare il terreno, e il paese, pur ferito, si aggrappò alla resilienza. La tragedia fu lentamente assorbita dal silenzio, fino a quasi svanire dalla memoria collettiva.

Ma la storia non può e non deve essere dimenticata. Grazie al lavoro appassionato e meticoloso del professor “Vincenzo Guglielmucci”, autore del libro “Il disastro del Vallone dei Greci”, le vittime hanno riacquistato voce. La sua ricerca ha dato forma al dolore, ridestando l’interesse di storici, cittadini e autorità.

Il 4 agosto 2025, alle ore 12:00, ci ritroveremo in tanti in Via San Leonardo, al paese vecchio, per commemorare insieme le vittime di quel disastro. Una targa commemorativa verrà scoperta, a imperitura memoria di quell’evento tragico e delle vite perdute. Sarà presente il sindaco Viviana Cervellino, che ha fortemente sostenuto l’iniziativa di restituzione storica, in nome del rispetto e della giustizia verso i concittadini del passato.
Ringraziamo con sentita riconoscenza il professor Guglielmucci, vero custode della memoria, e l’ amministratore della pagina facebook Domenico (Mimmo) Grillo: “Genzano di Lucania Amarcord”, per averci gentilmente fornito le immagini all’interno dell’articolo e contribuito alla diffusione di questa importante pagina di storia locale, comunque tutti coloro che hanno contribuito a riscoprire e divulgare questa pagina dolorosa della storia locale.
La redazione esprime il più profondo cordoglio alle famiglie delle vittime, soprattutto ai loro discendenti qualora ce ne fossero e all’intera comunità di Genzano di Lucania (PZ), oggi come ieri unita nel ricordo.
Perché nessuna memoria merita il silenzio, e ogni nome pronunciato è un atto di amore.



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