Rocco Michele Renna
Matera, la città dei Sassi, ha conquistato il mondo con la sua bellezza arcaica e il fascino di una storia scolpita nella roccia. Da quando è stata proclamata Capitale Europea della Cultura nel 2019, il suo nome è diventato sinonimo di turismo esperienziale, autenticità e… Prezzi inaspettatamente alti. Sì, perché oggi, per molti viaggiatori, Matera costa più di Venezia. E non è solo una provocazione.
Venezia, con i suoi canali, le gondole e le piazze affollate, è da sempre considerata una delle città più care d’Italia. Eppure, la sua offerta turistica è talmente ampia e stratificata che permette a chiunque, dal backpacker al jet-setter, di trovare una soluzione adatta al proprio budget. Matera, invece, è più piccola, più raccolta, e meno flessibile. I suoi alloggi sono spesso boutique hotel incastonati nei Sassi, con prezzi che partono da 150 euro a notte. I ristoranti, seppur eccellenti, raramente offrono opzioni economiche. E le attrazioni, come le chiese rupestri e i musei, richiedono biglietti singoli che, sommati, superano facilmente i 30 euro al giorno.

Il paradosso è evidente: Matera, che si presenta come la città dell’autenticità, è diventata una meta di lusso. Il turista che cerca un’esperienza profonda e culturale si ritrova a pagare cifre da resort, spesso senza alternative. I trasporti pubblici sono limitati, i taxi rari e costosi, e persino una birra artigianale può costare più che in Piazza San Marco.

E poi c’è “Gravina in Puglia”, la sorella meno famosa, ma non meno affascinante. Situata a pochi chilometri da Matera, Gravina è un segreto ben custodito. Qui, il canyon naturale che dà il nome alla città si apre come una ferita nella terra, spettacolare e selvaggia. Il ponte acquedotto, che collega le due sponde della Gravina, è un capolavoro di ingegneria e poesia. Il centro storico, con i suoi palazzi nobiliari e le chiese barocche, racconta una storia antica e vibrante.


Ma la vera magia di Gravina è che non ha ancora ceduto al turismo di massa. I prezzi sono contenuti, l’accoglienza è genuina, e ogni angolo sembra sussurrare al visitatore: “Qui sei il benvenuto, non un cliente.” Una cena per due può costare meno di 40 euro, con piatti tipici come la focaccia barese, le orecchiette fatte a mano e il vino locale servito con orgoglio. Gli alloggi, spesso in B&B familiari o agriturismi immersi nel verde, offrono comfort e calore a prezzi che fanno sorridere.

Gravina è anche una città da vivere a piedi. Il percorso che attraversa la Gravina Sotterranea, le cripte rupestri e il Santuario della Madonna delle Grazie è un viaggio nel tempo, accessibile e affascinante. E mentre Matera si affolla di turisti e selfie, Gravina conserva il lusso più raro: “la tranquillità”.

E ora, Gravina guarda al futuro con ambizione: è ufficialmente candidata a diventare “Capitale Italiana della Cultura 2028”, sostenuta da ben 14 comuni dell’area del MurGeopark – Geoparco Unesco. Un progetto condiviso che punta a valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico dell’Alta Murgia. Ma tra i cittadini e gli appassionati di viaggi, serpeggia una speranza: che questa candidatura non trasformi Gravina in una nuova Matera, dove l’autenticità rischia di essere sacrificata sull’altare del turismo di massa e dei prezzi gonfiati.
Il confronto tra queste tre città non è una gara, ma una riflessione. Venezia è Venezia, con la sua teatralità e il suo eterno splendore. Matera è una diva che ha scoperto il palcoscenico e ora recita il ruolo della città-museo. Gravina, invece, è la poesia che non ha bisogno di applausi. È il luogo dove il turista diventa viaggiatore, e il viaggio diventa scoperta.
In un’Italia che cambia, dove il turismo si fa sempre più selettivo e consapevole, Gravina in Puglia potrebbe essere la risposta a chi cerca bellezza senza ostentazione, storia senza sovrapprezzo, emozione senza filtro. E forse, proprio per questo, è più preziosa di quanto si creda, è voi cosa aspettate a visitarla?


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