Questo brindisi, a prima vista, potrebbe apparire come un semplice gioco conviviale — un rituale goliardico scandito da gesti ritmici e parole ripetute, nato forse tra tavolate universitarie o feste popolari. La sua struttura simbolica e teatrale sembra suggerire un’origine informale, lontana dalle fonti ufficiali o dalle tradizioni codificate.

Eppure, dietro questa apparente leggerezza, si cela un gesto antico, carico di memoria e significato.

Ecco come potremmo interpretarlo:
🍷 In alto – “a ISS a ISS a ISS”
Potrebbe essere un’esclamazione ritmica per sollevare il bicchiere verso l’alto, come un brindisi al cielo, all’ideale, o semplicemente per iniziare con energia.
🍷 In basso – “a Cal a cal a cal”
Un gesto verso il basso, forse per includere tutti, o per simboleggiare la terra, le radici, o chi non è presente.
🍷 Al cuore – “a cost a cost a cost”
Qui si tocca il petto, il cuore: un brindisi agli affetti, agli amici, a ciò che ci sta più a cuore.
🍷 Di fronte – “alla sàluta nost”
Il momento culminante: si guarda negli occhi e si brinda alla salute di tutti i presenti.

È il riflesso di una cultura meridionale che ha assorbito influenze spagnole durante il periodo borbonico, trasformandole in espressioni popolari e rituali identitari. Questo brindisi non è solo un gioco: è un sigillo che apre e chiude ogni incontro tra chi custodisce la memoria del Sud, un atto che celebra la fratellanza, la storia e l’appartenenza.

Nel cuore delle riunioni conviviali del Sud Italia, tra un bicchiere di vino e un canto popolare, si leva spesso un brindisi che ha il sapore della tradizione e il ritmo della fratellanza:“In alto (a ISS a ISS a ISS), in basso (a Cal a Cal a Cal), al cuore (a cost a cost a cost), di fronte (alla sàluta nost)”.

Non è solo un gesto goliardico. È un rito. Un codice. Un sigillo che apre o chiude ogni incontro tra nostalgici briganti, cultori della memoria borbonica, e chiunque senta il richiamo profondo dell’identità meridionale.

Chi ha viaggiato in Spagna o ha frequentato ambienti iberici, riconoscerà subito la somiglianza con il celebre brindisi spagnolo:“¡Arriba, abajo, al centro, pa’ dentro!”Un gesto teatrale e coinvolgente che accompagna il bere in compagnia, scandito da movimenti precisi: il bicchiere si alza, si abbassa, si porta al centro, e infine si beve.

Anche in Portogallo esiste una variante simile, segno che questo rituale ha attraversato confini e culture, diventando patrimonio condiviso della convivialità mediterranea.

La somiglianza potrebbe non essere casuale. Durante il lungo dominio borbonico nel Regno delle Due Sicilie (1734–1861), la cultura spagnola permeò profondamente il Sud Italia. Non solo nelle istituzioni e nell’architettura, ma anche nei costumi sociali, nei modi di dire, nei gesti quotidiani.

Il brindisi “a ISS, a Cal, a Cost” potrebbe essere una reinterpretazione popolare del rituale spagnolo, adattato al dialetto e alla teatralità napoletana, ma anche sacro. “ISS” richiama l’atto di sollevare verso Dio, “Cal” quello di abbassare, “Cost” il cuore, il centro dell’emozione. E infine, “alla sàluta nost” suggella il patto di fratellanza, sotto la protezione di Dio.

In ambienti neo-borbonici, briganteschi o semplicemente nostalgici, questo brindisi non è solo un modo per bere. È un atto identitario. Un richiamo alle radici. Un modo per dire: “Siamo qui, insieme, e ricordiamo”.

Spesso viene recitato all’inizio di una riunione, per dare il via all’incontro con spirito di unione. Altre volte chiude il convivio, come sigillo finale, quasi fosse una benedizione laica.

Il gesto è semplice, ma il significato è profondo. È teatro, è storia, è comunità. È il Sud che non dimentica, che celebra, che resiste. È il brindisi che trasforma il vino in rito, la tavola in altare, la compagnia in fratellanza.

E mentre i bicchieri tintinnano e le voci si fondono, si sente ancora l’eco di un regno perduto, ma mai dimenticato.

A ISS, A ISS, A ISS; a Cal, a Cal, a Cal; a Cost, a Cost, a Cost … alla sàluta nost (alla salute nostra). Sempre.

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