Giuseppe Fontana ,docente di selvicoltura di origine tarantina ma trapiantato in Calabria, non è un semplice docente appassionato di natura ma un uomo che unisce scienza,cultura e narrativa.
Un uomo di scienza che mirabilmente ha saputo trasferire la perspicacia di studioso e il suo amore per il bosco in una narrativa fantastica donando al mondo della foresta un anima e riscoprendone tutto il valore mitologico, simbolico e pedagocico.
Fontana vanta una ricca produzione scientifica sul tema della selvicoltura come scienza e come strumento didattico (Per l’anno scolastico 2026/27, i registri del catalogo dei testi adottati dell’IPSASR “Silvio Fobelli” di Crodo, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, riportano Selvicoltura e utilizzazioni forestali – Giuseppe Fontana tra i libri di testo in uso per le classi terza, quarta e quinta. Come si evince dalle piattaforme di settore come Scolibro, il catalogo indica il codice ministeriale dell’istituto e specifica che i dati sulle adozioni derivano direttamente dai canali ufficiali del MIUR.)
Ma ad un tratto egli diventa Anatolij Voronin che continua ad amare e ad osservare la selva non piu’ con semplice rigore scientifico ma usando l’immaginazione e la fantasia.
Un immaginazione che però non rigetta le leggi scientifiche che nella narrativa fantastica dell’autore incontrano e sposano la fantascienza.
Il bosco regolato dalle sue leggi naturali ,nella produzione letteraria di Anatolij, diventa un luogo dove l’uomo riscopre la propria identità e puo’ riappropiarsi della sua natura umana e di se stesso.(Il viaggio degli esseri straordinari )(L’eco di Pan)


Giuseppe Fontana e il suo alter ego Anatolij Voronin ,sono in realtà la faccia di una stessa medaglia dove convivono lo scienziato e lo scrittore uniti dal filo della ricerca dell’essenza dell’uomo attraverso la scienza e l’immaginazione

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